Il valore della formazione diretta in azienda

Dal laboratorio al mercato

Investire nella formazione significa investire nel futuro. Il Tomaificio Nuova Cabor sas di Badalassi Sauro & C. che ha sede a Ponticelli, nel Comune di Santa Maria a Monte, lo sa bene e ha scelto di aderire al progetto Just in Time: un’iniziativa della Regione Toscana a cui rispondono le agenzie formative in collaborazione con i Centri per l’impiego, al fine di incrociare domanda e offerta di lavoro. Proprio oggi, con l’esame finale e il successo delle tre partecipanti, si è concluso un importante ciclo di crescita professionale.

“Just in Time” è un’iniziativa utilissima a incentivare la formazione mirata e immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Attraverso l’erogazione di voucher formativi, questo progetto consente alle aziende coinvolte di formare potenziali dipendenti in modo rapido ed efficace, rispondendo alle loro reali esigenze produttive. Dal laboratorio al mercato. Si tratta di un’opportunità strategica che coniuga formazione e immediata occupabilità, migliorando la competitività del settore.

Una prova pratica dal forte valore simbolico


Oggi si è svolto un momento cruciale di questo percorso: l’esame finale. Le partecipanti hanno dovuto mettere alla prova le competenze acquisite realizzando un paio di eleganti decolleté, simbolo dell’eccellenza artigianale del distretto calzaturiero toscano. Grazie alla formazione ricevuta e al supporto degli esperti, tutte le esaminande hanno superato la prova con successo, dimostrando precisione, manualità e padronanza della tecnica.


Un brindisi al futuro

Per celebrare il raggiungimento di questo importante traguardo, il Tomaificio Nuova Cabor ha organizzato un piccolo rinfresco per tutti le partecipanti. Un momento conviviale per festeggiare l’impegno delle lavoratrici, la lungimiranza dell’azienda e l’efficacia del metodo.

Grazie a questa specifica collaborazione, il Tomatificio Nuova Cabor ha potuto plasmare la formazione delle partecipanti in base alle competenze tecniche e manuali richieste dal settore della pelletteria e della calzatura, un’area che richiede precisione e artigianalità. In questo modo, l’azienda non solo ha avuto la possibilità di trasmettere il proprio know-how, ma ha anche potuto selezionare e preparare figure professionali pronte a integrarsi immediatamente nel processo produttivo. Un percorso su misura che non solo riduce i tempi di inserimento, ma garantisce che le nuove dipendenti siano già allineate con gli standard e le aspettative dell’azienda, massimizzando l’efficienza e la qualità del lavoro.

Abbiamo raccolto le parole del titolare dell’azienda, il Maestro Artigiano Sauro Badalassi, con anni di esperienza nel settore della pelletteria, ci ha raccontato il valore di questa esperienza e l’impatto positivo che ha non solo sui giovani, ma anche – e soprattutto – sulle aziende. Con il suo carattere accogliente e la sua grande professionalità, ci ha spiegato perché investire sulla formazione non è solo un’opportunità, ma una necessità per preservare e far crescere un mestiere che rappresenta l’eccellenza del Made in Italy. Dal laboratorio al mercato.


Perché la vostra azienda ha scelto di aderire a questo progetto?


S: abbiamo deciso di partecipare perché crediamo nell’innovazione e, soprattutto, perché c’è una grande carenza di personale qualificato nel settore. Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per formare nuove figure professionali, pronte a entrare nel mondo del lavoro con competenze specifiche.


Che valore aggiunto portano gli stagisti in azienda?


S: gli stagisti portano curiosità, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. Si impegnano al massimo e il loro spirito è contagioso: vorremmo averli sempre in azienda. Investire nella loro formazione è fondamentale. Anche se si tratta di un lavoro manuale, vedo nei ragazzi tanta passione. Una delle più grandi soddisfazioni è stata vedere una nostra stagista entrare in una realtà importante del settore calzaturiero.


Quale impatto ha avuto il progetto sulla vostra azienda?


S: l’impatto è stato significativo, ha creato molto interesse. Riceviamo continuamente telefonate di persone che ci chiedono quando partirà il prossimo corso. È un’iniziativa che merita di essere conosciuta e valorizzata.


Cosa risponde a chi sostiene che i giovani non siano pronti per il mondo del lavoro?


S: non è vero, i giovani sono prontissimi. Ma hanno bisogno di essere affiancati da chi ha esperienza. Nella nostra azienda i più giovani lavorano in stretta collaborazione con i dipendenti più esperti, creando un ambiente di crescita e scambio continuo. Il nostro è un mestiere manuale, poco tecnologico, ma può offrire grandi soddisfazioni, soprattutto a chi ha voglia di imparare. Oggi, nel settore, manca la qualità: è importante colmare questo vuoto con nuove leve ben preparate.


Che consiglio darebbe agli imprenditori che stanno valutando di aderire a un progetto simile?


S: il mio consiglio è di farlo senza esitazione.


E se dovesse convincerli?


S: direi loro che le ragazze che ho formato hanno raggiunto un ottimo livello di esperienza e oggi sono in grado di lavorare in autonomia. Questo dimostra che investire nella formazione ripaga.


C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere a quanto ci siamo detti?


S: sì, credo che sarebbe utile aumentare il numero di ore di formazione: invece di 330 ore, servirebbe un monte ore più ampio per specializzare ancora di più gli apprendisti. Il nostro settore ha bisogno di giovani qualificati e di manodopera di qualità. Bisogna investire su di loro e promuovere di più queste opportunità.

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